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11-12-2011
LE FESTIVITA NATALIZIE
Le festività natalizie
Il Natale è una festa cristiana?
 
Che ci potrebbe essere di più cristiano del Natale?
Non è forse il compleanno di Gesù?
Molte Persone si fanno questa domanda,  sentendosi sempre più a disagio nel celebrare le festività natalizie.
Ogni anno quando vedono tutti i baccanali che avvengono intorno alla festività del natale,  essi si chiedono se vi sia o no!  qualcosa di sbagliato in tutto questo.
Così continuano a chiedersi: "Non è forse il Natale il compleanno di Gesù?
 
Ma vediamo il vero senso del Natale.
 
Dopo aver ben riflettuto sulla questione, e fatto ricerche nella Bibbia  e nella storia della Chiesa, sono giunto alla conclusione che - non c'è nulla di cristiano nel Natale, sia per come viene celebrato, sia per l’origine di questa festa, il Natale non e altro che una festività di origine pagana.
Senza escludere che e sempre di una " bellissima festa "..  per cui non intendo dire che tutto il romanticismo dello "spirito natalizio" mi lasci del tutto indifferente.
Certo c'è un fascino particolare in questa festività come:
- le canzoni e le melodie natalizie tradizionali
- il pensiero delle riunioni di famiglia
- le città illuminate di luci multicolori
- le strade ed i negozi piene di gente che acquista regali...
Nessuno può sfuggire al fascino dello spirito natalizio.
La gente è cosciente che in occasione di questa festività natalizia, si eccede in senso materialistico, e gradisce dei sermoni sul "vero" significato del Natale.
 
Da dove è venuta questa festa?
 
Sondiamo realisticamente l'istituzione del Natale.
Siamo sommersi di tradizioni e di nostalgie, che è quasi impossibile considerare oggettivamente la faccenda.
Vi chiedo  di mettere da parte le vostre idee, pregiudizi e preferenze culturali, e di affrontare la questione con mente aperta e considerare questa istituzione chiamata Natale.
 
L'origine delle festività natalizie
 
Sondando le scritture si e visto che: non c'è nessuna indicazione nel Nuovo Testamento, che i primi cristiani celebrassero il Natale.
Ma quando la Chiesa cominciò ad allontanarsi dalla pratica apostolica, iniziò a corrompersi,
ed e così che iniziarono le celebrazioni natalizie.
Vediamo dove ha preso le idee e le usanze associate oggi al Natale
La maggior parte delle forme basilari di paganesimo può essere fatta risalire ai "misteri" babilonesi.
Tutte le culture antiche:   Egiziana,   Greca,   Romana,   e persino   Indiana  e  Cinese, avevano credenze, tradizioni, pratiche e dei,  collegati in qualche modo a quella dei Babilonesi.
Nell'anno 313  d. C.  l'imperatore romano Costantino affermò di essersi convertito al cristianesimo e dichiarò la fede cristiana religione ufficiale del suo regno.
La Chiesa divenne "la Chiesa cattolica romana".
Da allora il metodo della Chiesa cattolica romana, pur di convertire i pagani al suo stile di culto, a fatto sì di assorbirli gradualmente, insieme alle loro usanze idolatriche.
La Chiesa allora si compiacque di aumentare il numero dei suoi membri, includendo cristiani nominali, incontrando il paganesimo a metà strada.
Vi furono voci di protesta che lamentavano l'incoerenza di un simile approccio, ma furono elevate invano.
 
La Chiesa cattolica romana ha continuato fino ad oggi questo tipo di approccio.
 
Ecco dove hanno preso le idee e le usanze associate oggi al Natale.
Ciascuna di esse ha origine in Babilonia, ed esse sono state estese a noi attraverso
Roma  e  grazie alla Chiesa cattolica romana.
Fino al 19° secolo il Natale non aveva rilevanza alcuna nelle chiese riformate.
Nella Chiesa presbiteriana del sud degli USA, fino al 1900, nel giorno di Natale nemmeno si tenevano dei culti.
Essa dichiarava:  "Non c'è nessuna giustificazione biblica  che si debbano osservare come feste il Natale e la Pasqua,  (vedi Gal. 4:9-11; Cl. 2:16-21)  queste osservanze sono contrarie ai principi della Chiesa riformata, e non sono in armonia con la semplicità dell'Evangelo di Gesù Cristo".
 
Qual è dunque la storia del Natale?
 
   
La festività del natale fu introdotta nella Chiesa, secoli dopo il Nuovo Testamento,  questo evento fu condannato dalla Riforma,  ed è solo dal 19° secolo in poi che esso è tornato ad insinuarsi nella Chiesa riformata.
 
La sua istituzione
 
Consideriamo così alcune fra le usanze più familiari del Natale ed il loro significato.
Prendiamo in esempio la data del Natale, il 25 dicembre.
Come probabilmente saprete, nessuno conosce veramente quando nacque Gesù, ne l’anno, ne tantomeno il giorno,  ed il 25 dicembre è molto improbabile.
Perché allora il 25 dicembre?
Il 25 dicembre e il giorno dell'anno in cui i giorni cominciano ad allungarsi di nuovo,  ed e quello in cui i Babilonesi celebravano la vittoria del loro dio Sole.
La copia romana di questa usanza babilonese veniva chiamata "Saturnali", la festa della nascita del Sole.  
Per secoli agli occhi dei cristiani questa festa era stata un'abominazione. Questa celebrazione avveniva con feste ed orge sfrenate.
La Chiesa, invece di opporsi fermamente al paganesimo, cominciò a fare compromessi con esso.
Desiderava "aiutare" i deboli giovani cristiani che non volevano abbandonare i divertimenti e l'allegria che caratterizzava questo solstizio di inverno.
Concluse dicendo: divertitevi pure in questo periodo, se volete.
Così invece di perdere la gente, a causa di questo evento,  combineremo le due celebrazioni, e gradualmente conquisteremo dei pagani al cristianesimo  e la considereremo celebrazione della nascita del Figlio di Dio, così non costringiamo la gente a fare una scelta fra le due cose".
 
La messa di mezzanotte
 
Vediamo anche la stretta associazione che c’è per la Chiesa cattolica romana, fra il Natale e la tradizionale  "messa di mezzanotte".
Un’usanza che affascina molti, anche non cattolici-romani,  per la nascita del bambino Gesù.
I pagani un tempo osservavano una veglia notturna aspettando la nascita del dio Sole con feste ed orge sfrenate.
 
L’albero di Natale
 
Cosa c’e di più innocente degli alberini di Natale, decorati e luccicanti che troneggiano nelle case e persino in certe chiese durante la festività del Natale?
Perché noi abbiamo questa tradizione?
Nei tempi passati gli alberi hanno avuto un ruolo importante nella religione pagana, erano persino adorati.
I popoli normanni, i Celti ed i Sassoni, usavano gli alberi per tenere lontane le streghe, gli spiriti malvagi ed i fantasmi.
In Egitto le palme erano prominenti, a Roma erano gli abeti.
L’usanza di adornare un abete era già diffusa presso gli antichi popoli germanici.
L'abete sempreverde era considerato simbolo di vita e di nascita e in occasione della festa del solstizio d'inverno veniva ornato di ghirlande per celebrare il ritorno del sole e la rinascita della natura.
Con l'avvento del Cristianesimo questa usanza è diventata il simbolo del Natale
A causa di queste associazioni si intagliavano con cura degli idoli da questi alberi.
Il prof. Geremia così ammoniva il popolo di Dio: "Così dice l'Eterno: "Non imparate a seguire la via delle nazioni e non abbiate paura dei segni del cielo,  perché sono le nazioni che ne hanno paura.
Poiché i costumi dei popoli sono vanità:  infatti uno taglia un albero dal bosco, il lavoro delle mani di un operaio con l'ascia.
Lo adornano d'argento e d'oro, lo fissano con chiodi e martelli perché non si muova"
(Gr. 10:2-4).
 
Il presepe
 
La scena della natività, il tradizionale "presepe.
Alcuni lo considerano come "il più cristiano" dei simboli del  Natale.
Quasi ogni forma di culto pagano che si conosca, derivata dai misteri babilonesi.  Prestiamo attenzione su una dea madre e la nascita del suo bambino.
In Babilonia cera il culto della Regina del cielo e del suo figlio Tammuz, il dio che si credeva incarnazione del Sole.
La nascita di questo dio avveniva proprio durante il solstizio di inverno. Ezec. 8:14 - Dan 12:37  
Yule  era il nome di questo bambino, e il giorno di Yule veniva celebrato il 25 dicembre, molto prima della nascita di Cristo.
Quando vedrete una cartolina di Natale con su la scena del presepio, Maria e Gesù con l’aureola sulla testa, ricordate, questo concetto cattolico-romano è stato preso a prestito dai misteri babilonesi.
Ricordate, che al credente viene fatta proibizione di farsi immagini scolpite: "Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra"  (Es. 20:4).
Prendiamo seriamente questi comandamenti di Dio e non pensate che siano superati.
 
Babbo Natale
 
Babbo Natale, o S. Nicolao?
Babbo Natale egli è un inoffensivo, grasso e gioioso elfo, ed è diventato il simbolo dell'avidità, del materialismo, dell'egoismo, un espressione di "qualcosa per nulla".
I nostri bambini dovrebbero sapere che possono aver fiducia di noi, in tutto ciò che diciamo loro.
I genitori che raccontano ai loro bambini il mito di S. Nicolao, mettono in questione la loro propria credibilità di fronte ai loro bambini.
Ho una domanda, dobbiamo lasciare che il bambino creda a Babbo Natale per la perdita dei denti da latte?
Quando i compagni gli diranno la verità, la spiegazione sul simbolismo di Babbo Natale sarà sufficiente a compensare il disappunto del bambino che scopre brutalmente che i suoi genitori gli hanno mentito?”
Quando essi vi chiedono: "Babbo Natale può vedermi attraverso queste pareti?"   che rispondete?
Quando poi insegneremo loro "le sacre Scritture, le quali ti possono rendere savio a salvezza, per mezzo della fede che è in Cristo Gesù" (2 Ti. 3:15), e "il mistero della pietà: Dio è stato manifestato in carne" (1 Ti. 3:16)?
Come potremmo aspettarci che ci credano, dopo aver detto loro menzogne fin dall'infanzia?
Dandogli delle spiegazioni su babbo natale dicendo: egli esiste in qualche luogo, là nel nord, ed e un vecchio, con una lunga barba bianca.
Egli visita la gente una volta l'anno, poi passa 364 giorni nell'oscurità.
Dicendo che un bambino potrebbe scrivergli al Polo Nord, e che il modo in cui un bambino può essergli gradito è quello di "essere buono".
Se insegnate ai bambini il mito di S. Nicolao, senza saperlo date loro del materiale per far si che essi non credano più a nessun concetto che sia biblico o non biblico.
 
Poi si fanno delle simili affermazione.
Non è forse positivo ricordarsi della nascita del Salvatore scambiandosi doni?
 
Certamente non c'è nulla di non-cristiano nello scambio dei doni.  "Spendiamo denaro che non abbiamo, per comprare doni di cui non abbiamo bisogno per fare impressione su gente che non amiamo".
Che presa in giro e che follia tutta questa frenesia per fare compere!
Eppure c’è gente che afferma di essere cristiana, spende molto per i loro Natali, e poi allo stesso tempo offre molto poco per l'opera dell'Evangelo.
Si spende molto per dei pranzi e delle cene "natalizie", si fa baldoria con delle dissolutezze che avvengono in questo periodo dell'anno, dove gli alcolici scorrono a fiumi in questo periodo dell'anno, e tutto associano con la nascita di Gesù Cristo?
 
Davvero le tradizioni che circondano il Natale sono così innocue?
Sono così innocenti?
 
Mah. Come potrebbe Satana tentarci più efficacemente?
Forse mettendoci di fronte ad un’immagine orribile?
aggredirci in strade e vicoli bui vestito di rosso, con il forcone dicendoci: "Ehi, sono il diavolo.
Sono venuto per ingannarti e portarti con me all'inferno?".      Certamente no.
I mezzi che Satana usa sono molto sottili: si traveste in "angelo di luce" (2 Co. 11:14).
Egli ci mette di fronte cose "innocenti", cose "innocue", cose che "così fan tutti," come "solo per divertimento".
Spesso le persone senza che se ne accorgano sono trascinate nell'idolatria attraverso le tradizioni umane.
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Riflessioni
 
Come dobbiamo reagire a tutto questo "Natale" con le sue tradizioni multiformi?
La questione è,  fare ciò che e giusto.        
Fare ciò che e giusto non e facile.
Cristo ci ha avvisati dicendoci che seguirlo non sarebbe stato facile.
Gesù disse dei Farisei: "Trascurando infatti il comandamento di Dio, vi attenete alla tradizione degli uomini: lavatura di brocche e di coppe; e fate molte altre cose simili... annullando così la parola di Dio con la vostra tradizione, che voi avete tramandata. E fate molte altre cose simili" (Mr. 7:8,13).
Paolo tristemente così scriveva ai Galati: "Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni.  Io temo di essermi affaticato invano per voi" (Ga. 4:10,11)
La vera questione è solo questa: È  biblico ciò che ho detto fin ora?  È coerente con la Parola di Dio?
Se non lo è, allora potete anche non considerarlo.
Se lo è, allora dovreste considerarlo attentamente e metterla in pratica.
Ciò che bisogna fare, ed è ciò che fecero i cristiani di Berea nel libro degli Atti:
"Or costoro erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica e ricevettero la parola con tutta prontezza, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se queste cose stavano così" (At. 17:11).
Dovete valutare onestamente e realisticamente questo argomento e giungere ad una conclusione.
Perché non si è responsabili verso il predicatore, ma verso Dio.
Le Scritture mettono in evidenza il contrasto che ci deve essere, fra il cristiano ed il mondo.   
"Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo.
Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui" (1 Gv. 2:15).
"Perciò uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d'immondo, ed io vi accoglierò"  (2 Co. 6:17).    
E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio"
(Ro. 12:2).
 
Il cristiano è nel mondo, ma non deve essere del mondo.
 
Il Natale propone un'imitazione dell'Evangelo che impedisce al mondo di comprendere che cosa sia l'Evangelo.
Il Natale presenta un Evangelo alternativo con il quale il mondo può convivere.
Per il mondo il messaggio cristiano è semplicemente "amore,  pace, lo spirito del donare, in sentimento di buona volontà".
Il mondo ama il Natale perché il Natale promuove un'immagine sentimentale di un bambino in una mangiatoia.
Il Natale non rappresenta veramente chi è Gesù.
La maggior parte della gente ama fare di tanto in tanto qualcosa di religioso per mettersi in pace la coscienza, e convincersi così che in fondo non sono delle cattive persone.
Il Natale concede loro l'opportunità per pensarlo.
Dio ha comandato affinché si osservasse come festivo un giorno, su sette giorni, cioè il primo giorno della settimana,   la domenica.   
Il mondo lo osserva forse?
Naturalmente lo osserva a modo di comodità, non ne vuole sapere di osservarlo come Dio richiede.   
Anzi il mondo lo ignora totalmente.
Non dovremmo noi cristiani avere dei sospetti su una celebrazione che il mondo accetta, senza farsi alcun problema?
Vi sono moltitudini di persone che continuamente infangano il Giorno del Signore, ma hanno un grande zelo nell'essere in Chiesa a Natale.
"Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi?
Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio" (1 Co. 6:19,20).
Ho udito molte persone che su questo argomento dicono: "No, non voglio leggere nulla al riguardo.  Non ne voglio neanche parlare.  
Voglio avere il mio Natale qualunque cosa se ne possa pensare. Mi piace e nessuno me lo porterà via" (Dio incluso). Ed è allora, che il Natale diventa un idolo.
 
Cos’è un idolo
 
Un idolo è qualunque cosa venga interposta, fra voi e Dio;
Qualunque cosa vi rifiutate di rinunciare, anche con il Suo comando.
La questione reale è:  potete sinceramente rivolgervi al Signore nostro Dio e dire: "Sia fatta la Tua volontà sulla terra com'è fatta in cielo?
Rifletti quando dici: la Tua volontà, oh Signore!
 
 
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Benc.Raf.
2011
 

 

by michele.tuozzo@alice.it | commenti (0) | commenta | modifica | trackback
 
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